Tutti i motori a combustione interna - come, ad esempio, quelli di auto, moto, veicoli industriali e agricoli, mezzi navali - e i macchinari industriali hanno bisogno di essere lubrificati per funzionare. A questo scopo si utilizzano oli lubrificanti a base minerale o sintetica. Durante l’utilizzo, l’olio si consuma e subisce trasformazioni chimico-fisiche che lo rendono non più idoneo a continuare il servizio e per questo occorre sostituirlo regolarmente.
L’olio usato è un rifiuto pericoloso. Se smaltito in modo scorretto o impiegato in maniera impropria, può essere altamente inquinante. Se versato in terra, l’olio usato penetra nel terreno avvelenando la falda acquifera che fornisce l’acqua potabile e quella per l’irrigazione delle colture; se disperso in acqua galleggia formando una pellicola impermeabile che determina la morte, per mancanza di ossigeno, di tutto ciò che vive al di sotto di essa. Se bruciato impropriamente, l’olio usato immette nell’atmosfera sostanze inquinanti in grado di determinare intossicazioni e malattie. Quattro chili di olio - il comune cambio dell’olio di un’autovettura - se gettati in uno specchio d’acqua inquinano una superficie pari a quella di un campo di calcio. Il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati da 28 anni garantisce in tutta Italia la raccolta e il riutilizzo dell’olio lubrificante usato e promuove iniziative di informazione verso i cittadini affinché adottino comportamenti ambientali più consapevoli.
La raccolta di olio usato non contribuisce solo alla protezione dell’ambiente. Occorre infatti considerare anche i vantaggi economici legati a questa importante attività di recupero. Gran parte del lubrificante raccolto viene utilizzato negli impianti di rigenerazione come materia prima per produrre nuovo olio base - con le stesse caratteristiche di quello originario - gasolio, combustibile e bitume. L’olio usato non rigenerabile viene, invece, inviato a impianti industriali autorizzati - principalmente cementifici - dove è utilizzato come combustibile, in sostituzione soprattutto di carbone e coke. Solo una piccolissima parte di olio non riutilizzabile, perché irrimediabilmente inquinato, viene avviata a termodistruzione. In 28 anni, l’attività del Consorzio ha consentito di realizzare un risparmio sulla bolletta energetica nazionale di quasi 2,9 miliardi euro prodotto dalla mancata importazione di petrolio.
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