Autobotte

Nei 32 anni di attività

In 32 anni di attività il CONOU ha raccolto 5.4 milioni di tonnellate di olio lubrificante usato: 4.3 milioni di tonnellate sono state rigenerate producendo 2.69 milioni di tonnellate di oli base, ma anche gasoli e bitumi. 579 mila tonnellate restanti hanno sostituito combustibili e carbone nei cementifici. Solo lo 0,5% è stato termodistrutto perché non riciclabile, evitando così seri danni all’ambiente. La rigenerazione dell’olio lubrificante usato ha consentito all’Italia, fino ad oggi, un risparmio economico di 3 miliardi di euro. Il lavoro della filiera degli oli usati non è passato inosservato all’estero, ed è diventato una best practice che ha reso esportabile il modello italiano in tutte quelle economie avanzate nelle quali il “problema olio lubrificante usato” è particolarmente significativo.

Nell’ultimo anno

Nel 2015 il sistema consortile ha raccolto più di 166.700 tonnellate di oli usati, il 43,2% del totale immesso al consumo in Italia, secondo le stime un valore non lontano dal potenziale raccoglibile. La quasi totalità degli oli usati gestiti sono stati inviati a rigenerazione e da questo sono state ricavate oltre 100 mila tonnellate di basi rigenerate e 42 mila tonnellate di prodotti petroliferi quali bitumi e gasoli, la restante piccola quota di 455 tonnellate non recuperabili è stata termodistrutta. La percentuale di oli avviati alla rigenerazione è passata dal 91% del 2014 al 99% del 2015, un risultato da record che premia la flessibilità della rigenerazione e rafforza ulteriormente il primato europeo dell’Italia in questo particolare settore. Il recupero degli oli usati ha permesso di evitare la produzione di oli base da materia prima vergine, con un risparmio per il nostro Paese di circa 52 milioni di euro sulle importazioni di greggio, ma anche di generare un bilancio ambientale netto positivo misurato attraverso le quattro impronte ambientali: 35 mila tonnellate di C02eq evitate (Carbon Footprint); 427 mila m3 di acqua risparmiata (Water Footprint), 217 mila tonnellate di risorse naturali, fossili e minerali non consumate (Material Footprint) e 650 ettari di terreno risparmiati (Land Footprint). Risorse economiche ed ambientali che producono reddito e occupazione nel Paese alimentando innovazione e competitività delle imprese del Sistema Consorzio.